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L’assemblea di comunita’ approva il Parco del Baldo

ROVERETO 28 FEB 2013 - I botanici di tutto il mondo lo chiamano “Hortus Europae”, ossia: Giardino d’Europa. Una fama più che meritata quella ottenuta nel tempo dal monte Baldo dove insigni studiosi già nel cinquecento e seicento (come G. Arduino, F. Calzolari e G. Pona) avevano scoperto e studiato la singolarità e anche l’unicità di essenze floristiche e di presenze faunistiche. E se questo non bastasse, v’è da aggiungerci la bellezza dei paesaggi e la singolarità di una natura che mescola aspetti meditteranei a quelli prettamente alpini. Il Baldo è un patrimonio da conservare.
Se ne è parlato ieri in Assemblea della Comunità della Vallagarina dove è stato approvato l’accordo di programma con la provincia di Trento per l’attivazione della “rete di riserve” del Monte Baldo sui territori dei Comuni di Ala, Avio, Mori, Brentonico e Nago-Torbole. 
Si tratta di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione del parco del Monte Baldo.
Il presidente della Comunità Stefano Bisoffi nell’introdurre l’argomento ha ricordato che il progetto è stato avviato ancora nel 2008. Sono poi susseguiti contatti fra i comuni di Avio, Ala, Brentonico, Mori e Nago Torbole con il coinvolgimento delle Comunità della Vallagarina e dell’Alto Garda-Ledro, per arrivare alla costituzione di un’unica Rete di Riserve del Monte Baldo che includesse le aree protette relative al Monte Baldo e connessi corridoi ecologici.
Da questi contatti è scaturita la volontà di promuovere uno sviluppo dei propri territori che sia sostenibile nel tempo, che tenga in debita considerazione la storia delle proprie comunità, sia in linea con i valori che tale storia ha lasciato in eredità e rispettoso delle peculiarità ambientali.
Il Sindaco di Brentonico Giorgio Dossi ha spiegato il complesso iter che contempla sia normative di livello europeo che nazionali e provinciali per arrivare alla rete di riserve. Rete indispensabile – ha detto Dossi – per la salvaguardia della zona, che nel contempo non deve essere penalizzante alla vita dei locali e alle loro attività. Dunque tra le finalità del Parco del Monte vi è la salvaguardia, il sostegno e la promozione delle tradizionali attività che fanno riferimento all’uso civico, dall’allevamento zootecnico, al pascolo, il taglio del fieno, la raccolta della legna, la caccia, la pesca, l’apicoltura e così via. Nonché le attività ricreative, turistiche e sportive compatibili, naturalmente nel rispetto della natura. È prevista anche un’attività di formazione , informazione e didattica per valorizzare la peculiarità del Baldo.
Importante – ha aggiunto Dossi – è l’aver coinvolti gli altri comuni “perché la natura non guarda i confini amministrativi per cui alcune aree protette ricadono su più Comuni”.
Il Parco del Baldo ha un’estensione di 4.600 ettari, di cui circa 3000 nel territorio di Brentonico, circa 1000 ricadono su Mori, 650 su Nago-Torbole e il resto tra Ala e Avio.
La nascita del Parco – non si chiamerà “Rete di riserve” perché la parola “parco” identifica meglio la sua specificità – porterà anche a una semplificazione di tipo amministrativo per coloro che hanno bisogno di autorizzazioni come per esempio procedere alla manutenzione di una strada o avviare un’attività economica , perché le richieste si potranno fare in loco.
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