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La Comunità

Stemma

Immagine decorativa

Lo stemma della Comunità della Vallagarina contiene i simboli attinenti alla storia e alla geografia della Vallagarina. Simboli che furono scelti per sintetizzare al meglio l’unione tra i vari Comuni nella Comunità.

Lo scudo è suddiviso in due parti, nella parte superiore sono riportati gli elementi paesaggistici, in quella inferiore si trovano gli elementi tipicamente storici.Parte superiore su uno sfondo azzurro, sono presenti le catene montuose poste rispettivamente a oriente (Lessini, Zugna, Finonchio, Vigolana) e a occidente (Baldo, Stivo/Bondone) della Valle dell’Adige con i colori verdi del bosco e argento di rocce e neve. Questi simboli stanno a rappresentare i Comuni che fanno parte delle valli laterali e degli altipiani caratterizzati da un ricco patrimonio naturale (Terragnolo, Trambileno, Vallarsa) e da una vocazione prettamente turistica ( Brentonico, Ronzo/Chienis).Il corso del fiume Adige è stilizzato in 3 fasce a onda: due d’argento e una azzurra.
La scelta del fiume si rifà al suo grande valore geografico, storico ed economico.La torre d’argento, finestrata e murata con i merli ghibellini rappresenta il simbolo dei numerosissimi castelli e punti fortificati presenti sin dall’antichità nella Vallagarina. 
Nella parte inferiore, a sinistra per chi osserva lo scudo, in campo rosso, troviamo il leone rampante d’argento con tre code simbolo della famiglia Castelbarco. A destra in campo azzurro il leone di San Marco a rappresentare la Repubblica di Venezia.Infine il motto “Civitas Lagaris”  secondo gli studiosi Valentino Chiocchetti e Pio Chiusole (in “Romanità e Medioevo nella Vallagarina”) era un centro abitato ben definito, localizzabile proprio in corrispondenza del Sarnis (attuale Servis).Scrivono Chiocchetti e Chiusole: “… noi concludiamo che Lacharis era una località specifica, con carattere di capoluogo della zona destra dell’Adige tra Aldeno e Isera. La presenza di una comunità generale (Comun Comunale) comprendente tutti i centri abitati della zona e di un Decanato che ha preso il nome di Lagaro, hanno esteso il nome dell’originario castello a tutta la zona sopradetta. Solo in un terzo tempo, in periodo castrobarcense, si venne a chiamare Valle Lagarina tutta la valle tra la chiusa di Nomi e le chiuse di Verona”. 

Il testo è liberamente tratto dalla relazione storico araldica di Sandwich Scarl

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