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Punti di interesse

Elenco dei punti di interesse della Comunità della Vallagarina

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Il nome Vallagarina o Val Lagarina (Lagertal in tedesco) identifica l'ultimo tratto tra i monti della valle percorsa dal fiume Adige. È la porta del Trentino che si apre alla pianura, crinale di congiunzione tra territori e culture diverse. Al visitatore la valle si presenta con un paesaggio rimasto immutato nel tempo: un solenne solco in cui la mano dell’uomo ha disegnato un giardino di vigneti in cui si innalzano - simili a sentinelle storiche - torri, bastioni, fortificazioni, mura merlate di numerosi castelli, scrigni d’antiche leggende. Un ambiente che vanta montagne come il Baldo che fin dal Rinascimento è stato acclamato «giardino d'Italia» per la ricchezza della sua flora.In questo paesaggio di grande suggestione l’uomo ha forgiato il profilo economico lagarino, prevalentemente a carattere industriale-agricolo con una forte accelerata nel secondo dopoguerra con l’insediamento di molte industrie perlopiù manifatturiere.

Rovereto, panorama

Seconda città del Trentino, è a 204 m. sul livello del mare. Sospesa fra avanguardia e tradizione, Rovereto rappresenta un tuffo nella cultura storica e contemporanea. Il cuore antico della città è un museo a cielo aperto di storia, i quartieri adiacenti portano i segni dell’eredità culturale del secolo dei lumi e dell’opulenza economica lasciati dall’economia della seta.

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La città di Rovereto ospita sul Colle Miravalle la Campana dei Caduti, Maria Dolens,  come simbolo imperituro di condanna del conflitto, di pacificazione delle coscienze, di fratellanza fra gli uomini, di solidarietà fra i popoli. Ogni sera suona per ricordare la pace.

MART Rovereto

Il 15 dicembre del 2002 il Mart inaugura la nuova sede di Rovereto. Il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea si trova in corso Bettini, incastonato tra palazzi settecenteschi. L'edificio che ospita il museo è stato progettato dall'architetto ticinese Mario Botta e dall'ingegnere roveretano Giulio Andreolli. I progettisti si sono ispirati a modelli classici per le forme, in particolare per la grande cupola  che ricorda il Pantheon.Futurismo, Pop Art, le star dell’arte contemporanea internazionali e grandi mostre: il Mart di Rovereto è una delle realtà museali più interessanti del panorama italiano.

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sala del Museo Depero

La Casa d'Arte Futurista Depero è l'unico museo fondato dallo stesso Depero, artista futurista. L'edificio si trovava nel centro storico di Rovereto. Depero curò personalmente ogni dettaglio: i mosaici, i mobili, i pannelli dipinti. Il 17 gennaio 2009, in occasione del centenario del Futurismo, il Mart ha dato una seconda vita a Casa Depero. Il restauro, firmato dall’architetto Renato Rizzi, ha recuperato le zone originali progettate dall’artista, completandole. All'interno, esposti a rotazione, si possono ammirare i circa 3000 oggetti lasciati dall’artista alla città, fra dipinti, disegni, tarsie in panno, grafiche e giocattoli. 

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Importante roccaforte medioevale, è oggi un luogo della memoria di Rovereto e ospita il Museo Storico Italiano della Guerra.Le forme della rocca rivelano le sue prevalenti funzioni militari: agli angoli sorgono tre torrioni, un bastioncino e uno sperone, dai quali le artiglierie presidiavano le mura in qualsiasi direzione

Museo Storico Italiano della Guerra

Dalla sua inaugurazione nel 1921, il Museo Storico Italiano della Guerra è uno dei principali musei italiani dedicati alla Prima guerra mondiale. Il percorso espositivo, recentemente rinnovato, è dedicato al modo di combattere e alle dotazioni dei soldati, ma anche alle straordinarie trasformazioni che tutto questo conobbe tra l’Ottocento e la Prima guerra mondiale. Nelle vetrine è esposta una ricca raccolta di oggetti e fotografie, materiali relativi alla guerra di trincea, volantini, manifesti e testimonianze dell’esperienza di combattenti e civili. Il museo, ospitato nel Castello di Rovereto, ha aperto al pubblico alcuni spazi costruiti dai Veneziani tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Un nuovo percorso porta i visitatori alla scoperta del terrapieno, dei cunicoli e dei torrioni nei quali è conservata una vasta raccolta di armature, armi bianche e da fuoco, da duello e da caccia.

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Museo Civico di Rovereto

Nato per incentivare la cultura scientifica, il Museo Civico è punto di riferimento della vita civile, economica e culturale di Rovereto.

Il Museo Civico si articola in sette sezioni, archeologia, astronomia, botanica, zoologia, numismatica, scienza della terra, sezione storico artistica, tutte unite dalla volontà di realizzare una nuova forma di istituzione museale, che coniuga la conservazione della memoria e la valorizzazione delle collezioni storiche con  l'apertura ai servizi e alle nuove tecnologie per la tutela e lo studio del territorio.

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Il palazzo in cui nacque il beato Antonio Rosmini-Serbati apparteneva in origine alla facoltosa famiglia roveretana dei Parolini. Si trova in corso Rosmini. Al suo interno la stanza natale del filosofo roveretano e la stupenda biblioteca che è  a carattere specialistico con indirizzo filosofico-teologico,  divenuta punto di riferimento per tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza della figura e il pensiero di Antonio Rosmini.

Chiesa di S. Marco

La chiesa di S. Marco nasce all'ombra della Repubblica Serenissima di Venezia.
Fu durante il periodo della dominazione Veneta a Rovereto (1416 - 1509) che ebbe inizio l'edificazione della primitiva chiesa, realizzata nel 1460. Successivamente, con la costruzione del campanile, la chiesa fu consacrata e dedicata al Santo patrono di Venezia, l'evangelista Marco. Il 28 maggio 1582, quando ormai da più di settant'anni Rovereto si trovava sotto la dominazione dell'Austria, fu eretta a parrocchia e arcipretura, diventando definitivamente indipendente dalla storica Pieve di Lizzana. Nel 1769 la Chiesa ospitò un giovane ragazzo: Wolfgang Amadeus Mozart, all'epoca quattordicenne che suonò dinnanzi a un grande pubblico. Fu il primo concerto nel viaggio che Mozart fece in Italia accompagnato dal padre. A omaggio di quella visita la città organizza ogni anno dei festival dedicati al genio salisburghese. 

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Costruito nel 1936-1938  conserva le spoglie di oltre ventimila soldati italiani, austriaci, cecoslovacchi e ungheresi, noti e ignoti, le cui salme furono traslate dai più disparati cimiteri di guerra.Deve il suo nome a una leggenda secondo cui il poeta Dante Alighieri fu, intorno al 1310, ospite del Castello dei Castelbarco di Lizzana.
E’ una monumentale costruzione a corpo cilindrico a due piani, sorta nello stesso luogo dove era collocato il vecchio cimitero di guerra. Nel piano superiore si trovano l’altare e le tombe di Damiano Chiesa e Fabio Filzi.

Eremo di S. Colombano

L’eremo è situato nel Comune di Trambileno, poco distante da Rovereto, si raggiunge percorrendo a piedi un breve sentiero e una scalinata di 102 gradini, scavati nella roccia. Costruito a mezza altezza su uno strapiombo di circa 120 metri è protetto dalle intemperie da un tetto naturale di roccia. L'eremo è dedicato al Santo che, secondo la leggenda, in veste di giovane cavaliere uccise il drago che provocava la morte di bambini battezzati nelle acque del sottostante torrente Leno.
L'eremo sembra essere stato abitato sin dal 753; la data di costruzione della chiesetta e dell'annesso romitorio risale al X secolo.

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Lavini di Marco

Il Biotopo Lavini di Marco è un'area naturale protetta della Provincia autonoma di Trento. Per la sua particolarità geologica e archeologica dal 1992 è tutelato come biotopo ed è affidato al Museo Civico di Rovereto. I Lavini sono una distesa di blocchi di roccia calcarea dovuti a delle frane avvenute in epoca preistorica-storica. Nel 1990 il biologo e geologo, Luciano Chemini ha scoperto delle “buche” nella roccia che si è scoperto essere orme di dinosauri. Successivi studi hanno confermato l'esistenza di circa cento impronte vecchie di 200 milioni. Nel periodo Giurassico, il Trentino era costituito da una vasta distesa d'acqua popolata da organismi marini i cui scheletri hanno poi creato i calcari alpini. Il biotopo Lavini di Marco comprende due piccole zone umide, sono il Laghet Grand e il Laghet Picol.

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Castel Noarna

Da antico presidio fortificato a preziosa residenza signorile, Castel Noarna fu teatro di un processo alle streghe.

Situato a Noarna di Nogaredo, il Castello domina la Vallagarina dall’XI secolo, e probabilmente fu in precedenza fortificazione romana. Il mastio del XIII secolo è formato dalla torre principale ornata da una merlatura guelfa, due locali di guardia e le prigioni. Archi a tutto sesto testimoniano le preesistenti strutture medioevali. Qui si svolse un noto processo alle streghe, che coinvolse decine di persone della Vallagarina e portò alla condanna a morte di cinque donne. Oggi al suo interno c’è una rinomata cantina con circa 35.000 bottiglie di vino.

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Castel Beseno, situato su un colle tra Rovereto e Trento (nel Comune di Besenello) rappresenta un tuffo nel passato coi suoi bastioni lunati, la torre dell’orologio, la casetta della polveriera, il granaio e la residenza dei castellani. Per la sua posizione strategica sulla valle dell’Adige, fu il più vasto complesso fortificato del Trentino e teatro di importanti battaglie, come la famosa battaglia di Calliano del 1487, combattuta tra l’esercito della Repubblica di Venezia e le truppe tirolesi. Nel 1973 i conti Trapp, proprietari dal 1470, donarono il castello alla Provincia autonoma di Trento, che ne curò il restauro e oggi il castello è aperto al pubblico

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Il castello di Sabbionara d’Avio è uno dei più antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino. Dalla sua posizione, sulle pendici del Monte Vignola, domina con il suo mastio, la cinta muraria e le cinque torri la bassa Vallagarina e il confine con la provincia di Verona. Probabile presidio militare già in epoca longobarda, divenne proprietà della famiglia Castelbarco per passare in seguito ai Veneziani nel 1441. Dal 1977 è proprietà del F.A.I., che ha realizzato una delicata opera di restauro.

All’interno si possono ammirare ancora gli splendidi cicli di affreschi di scuola veronese.

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La città di Ala è dotata di un centro storico barocco tra i più significativi del Trentino, ricca di affascinanti dimore che ospitarono regnanti e artisti da tutta Europa. L’impianto urbanistico mostra maestosi palazzi ed eleganti strade. Tra di essi ricordiamo il Palazzo Angelini e il Palazzo de Pizzini, dove sostarono tra l’altro Napoleone e Mozart col padre. Numerosi anche gli affreschi murali, portali in pietra, balconi in ferro battuto che testimoniano un passato illustre, tra cui i preziosi velluti di seta che nel Settecento la resero celebre. A nord si erge maestoso il santuario di San Valentino, antico luogo di culto situato lungo il percorso che costeggia l’antica “strada romana”.

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Il museo del pianoforte antico vanta straordinari strumenti dell’epoca di Mozart, Schubert, Beethoven e Chopin che fanno parte della collezione di Temenuschka Vesselinova.  La pianista espone i suoi esemplari di pianoforti antichi nelle sale al piano terra di palazzo de' Pizzini, elegante luogo di sosta di nobili, principi e sovrani, da Maria Teresa d’Austria a Napoleone Bonaparte e Wolfgang Amadeus Mozart.

Leggi le informazioni dettagliate: http://www.visitrovereto.it
Palazzo Libera - Museo Diocesano Tridentino, Villa Lagarina

Nell’antico Palazzo Libera a Villa Lagarina si trova una succursale del Museo Diocesano Tridentino, nata per valorizzare il prezioso patrimonio artistico e liturgico donato alla pieve di Villa Lagarina dai prelati della famiglia Lodron. La sede è stata realizzata per salvaguardare le opere d'arte e rendere fruibile un importante patrimonio artistico da secoli conservato nella sacrestia della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta.  Palazzo Libera fu costruito alla metà del Seicento da don Antonio della nobile famiglia roveretana dei Gasperini di Monte Vineato, successivamente passato alla famiglia Libera e trasformato in ospedale militare austriaco durante la Grande Guerra. Il percorso museale ospita opere d'arte e suppellettili ecclesiastiche di notevole interesse, riferibili per lo più alla raffinata committenza dei Lodron. 

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La Villa Romana d'Isera, paese situato sulle colline che circondano la città di Rovereto, fu scoperta poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la costruzione della scuola d'infanzia. Il monumento si è rivelato ben presto un unicum nel suo genere in tutto il Trentino-Alto Adige per antichità dell'impianto, ricchezza e qualità della decorazione architettonica, abbondanza e varietà dei reperti. Gli scavi, condotti dal Museo Civico di Rovereto in collaborazione il Centro Studi Lagarini e l'Università degli Studi di Trento, hanno messo in luce una parte del piano inferiore (basis villae) di una villa urbano-rustica risalente al I secolo d.C., impostata su pendio e originariamente articolata in terrazze.

Leggi le informazioni dettagliate: http://www.museocivico.rovereto.tn.it/archeologia_isera